Split payment verso una nuova proroga: stop fino a fine 2026
Lo split payment sembra destinato a rimanere ancora nel sistema IVA italiano. Dopo il parere favorevole espresso dalla Direzione generale Taxud dell’Unione europea appare, infatti, molto probabile una proroga almeno fino al 31 dicembre 2026, rispetto all’attuale scadenza fissata al 30 giugno 2026.
Più incerto, invece, un eventuale prolungamento fino al 2029. Dietro la proroga non ci sarebbero più reali esigenze antifrode, ma soprattutto ragioni di finanza pubblica e di gestione dei saldi di bilancio.
Indice
1. Perché la proroga appare ormai quasi certa
2. Il vero motivo: i conti pubblici
3. Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi
4. Il nodo della proroga lunga fino al 2029
5. Le criticità per imprese e professionisti
1. Perché la proroga appare ormai quasi certa
Sul piano tecnico, lo split payment trova oggi molte meno giustificazioni rispetto al passato.
Quando il meccanismo venne introdotto nel 2015, l’obiettivo era quello di contrastare le frodi IVA nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. In pratica, il meccanismo è il seguente:
- il fornitore emette fattura con IVA;
- la PA paga al fornitore solo l’imponibile;
- l’IVA viene versata direttamente allo Stato.
L’idea era quella di evitare che alcuni fornitori incassassero l’imposta senza poi riversarla all’Erario. Oggi però il contesto è completamente cambiato.
La fatturazione elettronica garantisce ormai controlli immediati, tracciabilità totale delle operazioni e flussi informativi costanti. Inoltre, i fornitori della PA sono generalmente soggetti affidabili, selezionati tramite gare e procedure pubbliche.
Non a caso, la stessa Italia aveva inizialmente assicurato all’Unione europea che non avrebbe chiesto ulteriori proroghe una volta consolidato il sistema della fattura elettronica. Le esigenze di bilancio, però, hanno cambiato scenario.
2. Il vero motivo: i conti pubblici
Il punto centrale è che lo split payment produce un vantaggio finanziario molto importante per lo Stato.
Con questo sistema:
- l’IVA entra immediatamente nelle casse erariali;
- molti fornitori accumulano crediti IVA;
- i rimborsi vengono gestiti successivamente.
La cessazione improvvisa dello split payment comporterebbe quindi un effetto negativo sui saldi di finanza pubblica, perché lo Stato dovrebbe rimborsare rapidamente molti crediti IVA senza poter più beneficiare del differimento finanziario generato dal sistema.
È proprio questo, probabilmente, il principale motivo che rende la proroga estremamente probabile.
3. Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi
|
Scenario |
Probabilità |
|---|---|
| Proroga fino al 31 dicembre 2026 |
Molto alta |
| Stop dello split dal 1° luglio 2026 |
Poco probabile |
| Proroga lunga fino al 2029 |
Ancora incerta |
| Modifica del perimetro soggettivo |
Possibile |
| Nuove esclusioni per alcune categorie |
Da valutare |
4. Il nodo della proroga lunga fino al 2029
Più complesso appare, invece, il tema di un’estensione di ulteriori tre anni, fino al luglio 2029.
Una proroga così lunga richiederebbe infatti una giustificazione politica molto più forte. Bruxelles potrebbe infatti chiedere all’Italia perché continuare a mantenere una misura eccezionale nata come strumento antifrode in un sistema ormai completamente digitalizzato.
In altre parole: se la fatturazione elettronica funziona davvero come strumento di controllo, ha ancora senso mantenere lo split payment?
È una domanda che nei prossimi mesi tornerà inevitabilmente al centro del dibattito.
5. Le criticità per imprese e professionisti
C’è poi un altro aspetto molto importante spesso sottovalutato. Imprese, software house, studi professionali e uffici amministrativi non possono continuare a lavorare nell’incertezza fino all’ultimo momento.
Il passaggio da split payment a regime IVA ordinario non è una semplice formalità. Significa:
- modificare procedure contabili;
- aggiornare software gestionali;
- cambiare modalità di emissione delle fatture;
- rivedere i flussi IVA interni;
- aggiornare anagrafiche.
Per questo motivo sarebbe auspicabile una decisione definitiva in tempi rapidi.
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