Dichiarazione IVA precompilata: criticità e vantaggi

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Dal 10 febbraio 2023, i contribuenti ammessi alla gestione dei precompilati IVA hanno modo di prendere visione, eventualmente modificare, e trasmettere telematicamente la dichiarazione IVA modello IVA 2023 (anno d’imposta 2022), messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata di Fatture e Corrispettivi. Un sistema certamente da affinare, con ancora tante criticità e pochi vantaggi.

Indice

1. Accesso alla precompilata IVA
2. I dati presenti e assenti
3. Le criticità relative ai versamenti
4. La quadratura dei dati

1. Accesso alla precompilata IVA

L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate, che allo stato attuale potremmo definire come un esperimento che necessita di numerosi aggiustamenti, può comunque risultare di un qualche interesse laddove il contribuente non abbia verificato in sede di liquidazione IVA periodica, la quadratura tra i dati presi in considerazione in contabilità e quelli presenti nel Sistema di Interscambio.

Chiariamo il concetto, ricordando innanzitutto che l’opportunità della dichiarazione IVA precompilata non è messa a disposizione di chiunque, bensì solo a favore dei contribuenti a liquidazione IVA trimestrale, e con numerose eccezioni.

Eccezioni che discendono dal fatto che il contribuente determini l’imposta dovuta in ragione di regimi speciali IVA (ad esempio, editoria, agenzie di viaggio, rivendite dei beni usati) o anche solo, molto più banalmente, nel caso dell’attività di commercio in regime di ventilazione dei corrispettivi, posto che in tal caso l’IVA dovuta sui corrispettivi viene ad essere calcolata in ragione degli acquisti effettuati di beni destinati alla rivendita, e il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate non è in grado di discernere quali sono le fatture d’acquisto che si riferiscono all’acquisto di beni destinati alla rivendita, dagli altri acquisti effettuati dal contribuente.

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2. I dati presenti e assenti

Le limitazioni alla gestione non si fermano qui: infatti, sempre in ragione del fatto che il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate non è in grado di discernere il contenuto dei documenti elettronici transitati dal Sistema di Interscambio e, men che meno, di effettuare dei ragionamenti sul contenuto di tali fatture, ogni acquisto viene esposto nel quadro VF con IVA totalmente detraibile, quando invece ben sappiamo che il D.P.R. n. 633/1972 impone numerose limitazioni alla detraibilità.

Totalmente assenti, inoltre, sono tutta una serie di informazioni che devono essere fornite in sede di dichiarazione IVA annuale quali, ad esempio, la suddivisione degli acquisti (beni ammortizzabili, destinati alla rivendita, ecc.).

ATTENZIONE: Numerose informazioni assenti, potrebbero invece essere presenti nel dichiarativo IVA precompilato, ma solo ed esclusivamente nel caso in cui il contribuente abbia gestito i registri IVA precompilati nel corso dell’anno.

Sono infatti tali registri i “mattoni” fondamentali sui quali si fonda tutta l’operazione dei precompilati IVA. In sintesi, in assenza di intervento da parte del contribuente, di precompilato nel dichiarativo si trova poco, e quel poco è molto probabilmente non del tutto corretto.

Ad esempio, laddove venga a essere effettuata una importazione, come tale documentata da bolla doganale, la presenza della bolla doganale viene esclusivamente segnalata in sede di predisposizione dei registri precompilati, ma il documento non viene processato. Di conseguenza, se il contribuente non ha gestito i registri precompilati in corso d’anno e ha effettuato delle importazioni, i relativi dati saranno del tutto assenti nella dichiarazione IVA che viene proposta dall’Agenzia delle Entrate.

3. Le criticità relative ai versamenti

Ulteriori problematiche si evidenziano con riferimento all’aspetto dei versamenti, che vengono presi in considerazione soltanto se effettuati nei termini, oppure a seguito di ravvedimento operoso (in questo caso, effettuato prima della messa a disposizione del precompilato IVA), mentre risultano del tutto assenti i versamenti non spontanei, ovverosia quelli effettuati a seguito di ricezione di avviso bonario o di cartella di pagamento.

Quanto sopra, sia con riferimento ai versamenti che si riferiscono all’anno oggetto di dichiarazione, sia con riferimento ai versamenti che si riferiscono a annualità pregresse, da gestire nel quadro VQ in presenza di credito virtuale scaturente dalle passate annualità.

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4. La quadratura dei dati

In conclusione, in ragione della veramente ristretta platea dei contribuenti interessati – che ulteriormente si riduce posto che, in assenza di gestione dei registri IVA precompilati in corso dell’anno, la precompilata IVA ha veramente una affidabilità pressoché nulla – un unico aspetto al quale potrebbe essere interessante guardare è quello della quadratura tra i dati presenti in contabilità e quelli che risultano al Sistema di Interscambio.

Ipotizziamo, ad esempio, che il contribuente in ragione di quanto ha contabilizzato presenti un volume d’affari di 100.000 euro e che, invece, andando a consultare il precompilato rilevi un volume d’affari di 120.000 euro. C’è qualcosa di evidentemente sbagliato, che è bene andare a indagare.

Medesimo ragionamento vale per le fatture ricevute, al fine di verificare di aver processato tutti gli acquisti pervenuti.

Tutto ciò, comunque, è utile fino ad un certo punto, visto che nel momento in cui le somme non dovessero quadrare non viene fornito alcun tipo di dettaglio.

Per comprendere che cosa è accaduto, quindi, bisognerebbe andare a riprendersi i precompilati IVA, ma in tal caso è molto più semplice – ed è operazione che è sempre opportuno effettuare nel corso dell’anno al fine di evitare di liquidare l’IVA periodica in maniera non corretta – andare a consultare l’elencazione delle fatture emesse e ricevute come risultanti in Fatture e Corrispettivi, dal quale peraltro è anche possibile scaricare l’elencazione in formato foglio di lavoro.

ATTENZIONE: Di fatto, la regola principe resta sempre quella di andare a contabilizzare le fatture d’acquisto avendo già scaricato l’elenco delle fatture ricevute che risultano al Sistema di Interscambio e utilizzando quindi tale elenco come traccia.

Quanto sopra, sia al fine di evitare di dimenticare la registrazione di qualche fattura, ma anche al fine di andare a verificare con esattezza qual è la data nella quale la fattura è stata recapitata dal Sistema di Interscambio, informazione essenziale per la corretta contabilizzazione e detrazione dell’IVA assolta sull’acquisto.

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