Certificazione Unica 2026: confermato il prelievo massivo

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Lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate aveva introdotto una fase di avvio sperimentale per una funzionalità molto attesa dai professionisti: lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche. Con il Provvedimento direttoriale n. 121321/2026, questa misura è stata ufficialmente confermata ed estesa alla campagna dichiarativa in corso.

Indice

1. Il problema della reperibilità delle CU
2. L’estensione dell’acquisizione massiva
3. La procedura di richiesta
4. Quando richiedere i dati
5. Tempistiche di rilascio e disponibilità dei dati
6. Gli avvisi al contribuente

1. Il problema della reperibilità delle CU

L’adempimento legato alla Certificazione Unica si articola su una sorta di doppio binario, caratterizzato da obblighi e regimi sanzionatori distinti.

Da un lato, la normativa impone ai sostituti d’imposta la consegna della certificazione al contribuente entro il 16 marzo, senza tuttavia prevedere sanzioni dirette in caso di omissione o ritardo nella consegna “a mani”.

Dall’altro lato, esiste l’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, che è invece verificabile e punito con una sanzione di 100 euro per ogni certificazione omessa o tardiva.

Da ciò deriva una criticità operativa frequente: i sostituti d’imposta trasmettono i dati all’Agenzia per evitare le sanzioni, ma omettono di consegnare il modello al percipiente; di conseguenza, spesso i contribuenti non dispongono della totalità delle certificazioni. Le CU possono essere recuperate tramite il Cassetto Fiscale, con un noioso processo di scaricamento puntuale, cui fortunatamente esiste ora una valida alternativa.

2. L’estensione dell’acquisizione massiva

Per superare la necessità di un accesso singolo a ciascun cassetto fiscale, è possibile, per l’intermediario delegato, richiedere l’acquisizione massiva delle certificazioni. In attuazione dell’art. 23 del D.Lgs. 1/2024 sul rafforzamento dei contenuti conoscitivi del cassetto fiscale, l’Agenzia ha confermato il servizio introdotto in via sperimentale lo scorso anno.

Infatti, il nuovo Provvedimento n. 121321 del 20 aprile 2026 è intervenuto estendendo la procedura che consente la richiesta e l’acquisizione massiva dei dati delle CU anche all’anno d’imposta 2025, mantenendo invariato l’impianto tecnico sperimentato in precedenza.

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3. La procedura di richiesta

La procedura prevede che gli intermediari abilitati trasmettano all’Agenzia delle Entrate un apposito file di richiesta attraverso il servizio telematico Entratel. Tale file dovrà essere predisposto utilizzando il software che sarà reso disponibile dall’Agenzia o tramite i software gestionali di mercato, purché conformi alle specifiche tecniche.

All’interno del flusso telematico andranno indicati il codice fiscale dell’intermediario, l’anno d’imposta e l’elenco dei codici fiscali dei contribuenti per i quali si richiede lo scarico.

OSSERVA: Le specifiche tecniche chiariscono che in una singola richiesta possono essere inseriti al massimo 1.000 contribuenti.

ATTENZIONE: La condizione essenziale e vincolante per l’erogazione dei dati è che l’intermediario possieda una delega attiva alla consultazione del Cassetto Fiscale del soggetto titolare della CU. L’Agenzia verificherà che tale delega risulti attiva proprio alla data di acquisizione del file di richiesta.

4. Quando richiedere i dati

Occorre sottolineare che le nuove funzionalità non sono immediatamente operative: la data esatta a partire dalla quale potranno essere materialmente richieste le CU 2026 sarà resa nota tramite un apposito avviso sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

A prescindere dalla data di rilascio della procedura, occorre ricordare che per la trasmissione telematica delle CU afferenti ai compensi professionali vi è tempo fino al 30 aprile 2026. Ne consegue che, se interessati a tale tipologia di certificazione, è opportuno avanzare la richiesta in data successiva.

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5. Tempistiche di rilascio e disponibilità dei dati

A fronte della ricezione del file, il sistema telematico assegna un protocollo e fornisce un primo esito di acquisizione. Successivamente, entro 3 giorni, viene fornito nella sezione “Ricevute” un file dettagliato riportante l’esito dei controlli operati sulla validità delle deleghe di ciascun codice fiscale.

Per le posizioni che superano i controlli, verrà erogato un file di risposta contenente i dati delle Certificazioni Uniche. Le informazioni saranno disponibili nell’area riservata dell’intermediario entro 5 giorni dalla data della richiesta.

Non appena ricevuto il file con le CU, l’intermediario dovrà affrettarsi a scaricarlo. I dati resteranno infatti disponibili per il download per un periodo limitato, ovvero 10 giorni dalla data di pubblicazione. Si tratta di una finestra temporale ancora più stringente rispetto ai 20 giorni previsti per il prelievo degli ulteriori dati ISA.

ATTENZIONE: Se si omette di effettuare il download, le informazioni verranno rimosse dai server e si dovrà presentare una nuova richiesta.

6. Gli avvisi al contribuente

L’intero impianto del nuovo servizio è stato implementato dall’Amministrazione Finanziaria bilanciando l’esigenza di semplificazione per gli intermediari con la fondamentale garanzia di trasparenza e privacy per il contribuente. Oltre al tracciamento puntuale che l’Agenzia effettua sui log di accesso degli intermediari, il cittadino viene costantemente informato e tutelato attraverso due strumenti:

  1. la notifica push: non appena l’intermediario invia la richiesta di acquisizione massiva, il contribuente riceve un avviso informativo automatico direttamente sul proprio smartphone o tablet tramite l’App IO (il punto di accesso telematico previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale);
  2. il controllo nel Cassetto Fiscale: il contribuente mantiene la piena visibilità storica sulle operazioni. Accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, potrà infatti consultare in qualsiasi momento l’elenco completo e dettagliato di tutti i soggetti ai quali sono stati resi disponibili i dati delle proprie Certificazioni Uniche.

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