Per agevolare l’inserimento dei giovani e delle persone socialmente svantaggiate nel mondo del lavoro, la legge disciplina lo svolgimento presso le aziende di tirocini o stage, basati su apposite convenzioni stipulate tra soggetti promotori e datori di lavoro. Il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro e consiste in un periodo di orientamento al lavoro da realizzare in conformità a un progetto formativo individuale, concordato tra il soggetto promotore, l’azienda ospitante e il tirocinante beneficiario dell’esperienza formativa.
In attuazione dell’art. 1, c. 34, L. n. 92/2012 la Conferenza permanente Stato-Regioni ha definito in data 25 maggio 2017 nuove linee guida con lo scopo di fornire un quadro di riferimento comune per tutto il territorio nazionale, ferma restando la facoltà per ciascun Ente di stabilire disposizioni di maggior tutela.

AMBITO DI APPLICAZIONE
Sono compresi nel campo di applicazione delle linee guida i tirocini extracurricolari (tirocini formativi, di orientamento, di inserimento/reinserimento lavorativo), mentre ne sono esclusi: i tirocini curriculari, i tirocini per l’accesso alle professioni ordinistiche, i periodi di pratica professionale, i tirocini transnazionali svolti all’estero o presso un Ente sovranazionale, i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso. Resta confermata la disciplina in tema di tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione delle persone prese in carico dal servizio sociale professionale e/o dai servizi sanitari competenti.
Il tirocinio è rivolto ai soggetti in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, D.Lgs. n. 150/2015, compresi coloro che hanno completato i percorsi di istruzione secondaria superiore e terziaria, i lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, i lavoratori a rischio di disoccupazione, i soggetti già occupati che siano in cerca di altra occupazione, i soggetti disabili a norma dell’art. 1, L. n. 68/1999 e svantaggiati a norma della L. n. 381/1991.

DURATA DEL TIROCINIO
La durata massima, comprensiva di proroghe e rinnovi, dei tirocini extracurriculari:

  • non può essere superiore a 12 mesi per i soggetti in stato di disoccupazione, i lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, i lavoratori a rischio di disoccupazione, i soggetti già occupati che siano in cerca di altra occupazione;
  • non può essere superiore a 12 mesi per i soggetti disabili e svantaggiati (per i disabili la durata complessiva può arrivare fino a 24 mesi).

La durata minima del tirocinio non può essere inferiore a 2 mesi, ad eccezione del tirocinio svolto presso soggetti ospitanti che operano stagionalmente, per i quali la durata minima è ridotta ad un mese.
È prevista la sospensione del tirocinio per maternità, infortunio o malattia di lunga durata (eventi che si protraggono per una durata pari o superiore a 30 giorni). Inoltre, il tirocinio può essere sospeso per i periodi di chiusura aziendale della durata di almeno 15 giorni.

SOGGETTI PROMOTORI
L’elenco che segue può essere integrato o modificato dalle singole Regioni e Province autonome:

  • servizi per l’impiego e agenzie regionali per il lavoro;
  • istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici e dell’AFAM;
  • istituzioni scolastiche statali e non che rilascino titoli di studio con valore legale;
  • istituti di Istruzione Tecnica Superiore (ITS);
  • centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento, nonché centri operanti in regime di convenzione o accreditati;
  • comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali, purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti;
  • servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da Enti pubblici delegati dalla regione;
  • istituzioni formative private non aventi scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione della regione;
  • ANPAL e soggetti autorizzati alla intermediazione dall’ANPAL, ovvero accreditati ai servizi per il lavoro.

CONDIZIONI DI ATTIVAZIONE
Il tirocinio deve essere svolto in coerenza con gli obiettivi formativi previsti nel PFI. I tirocinanti non possono ricoprire ruoli o posizioni proprie dell’organizzazione del soggetto ospitante, né sostituire i lavoratori subordinati nei periodi di picco delle attività o sostituire il personale in malattia, maternità e ferie.
II tirocinio non può essere attivato nell’ipotesi in cui il tirocinante abbia avuto un rapporto di lavoro, una collaborazione o un incarico (prestazioni di servizi) con il medesimo soggetto ospitante nei 2 anni precedenti. Il tirocinio può essere attivato nell’ipotesi in cui il tirocinante abbia svolto prestazioni di lavoro accessorio presso il medesimo soggetto ospitante per non più di 30 giorni, anche non consecutivi, nei 6 mesi precedenti l’attivazione.
Il soggetto ospitante non può realizzare più di un tirocinio con il medesimo tirocinante, salvo proroghe o rinnovi, nel rispetto della durata massima prevista.

LIMITI NUMERICI
Per ospitare tirocinanti sono previste le seguenti quote di contingentamento, dal cui calcolo sono esclusi gli apprendisti:

  • 1 tirocinante nelle unità operative fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato o a tempo determinato, purché la data di inizio del contratto sia anteriore alla data di avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio;
  • 2 tirocinanti nelle unità operative da 6 a 20 dipendenti;
  • 10% dei dipendenti nelle unità operative con più di 20 dipendenti. I soggetti ospitanti che hanno unità operative con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato possono attivare, a determinate condizioni, ulteriori rapporti, in deroga ai limiti sopra indicati.

INDENNITÀ DI PARTECIPAZIONE
Al tirocinante deve essere corrisposta un’indennità per la partecipazione al tirocinio la cui misura non può essere inferiore a 300 euro mensili. L’indennità è erogata per intero a fronte di una partecipazione al tirocinio non inferiore al 70% su base mensile. Sotto il profilo fiscale l’indennità di partecipazione è classificata tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Pietro Zarattini

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