Come noto, il D.L. 50/2017, all’art. 2, c. 1, ha modificato l’art. 19 del D.P.R. 633/1972 limitando il periodo di detraibilità dell’IVA sugli acquisti effettuati, imponendo il termine ultimo della scadenza di invio della dichiarazione annuale IVA (per il 2017: il 30 aprile) come scadenza per l’annotazione dell’imposta a credito sulle fatture ricevute: il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti o sulle importazioni può essere quindi esercitato al più tardi con la dichiarazione annuale IVA relativa all’anno in cui lo stesso è sorto.

Questa novità fiscale ci consente di riepilogare i corretti passaggi per poter regolarizzare le eventuali fatture di acquisto non pervenute anche se, come vedremo, non vi è sicuramente convenienza economica ad effettuare tale attività se non quella di evitare l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 6, c. 8, D.Lgs. 471/1997 (pari al 100% dell’imposta evasa, con un minimo di 258 euro, sebbene non sia previsto il recupero dell’imposta nei confronti dell’acquirente/committente poiché l’imposta è dovuta solo dal cedente o commissionario come stabilito dalla circolare n. 23/E/1999, punto 2.7).

In particolare, in caso di mancato ricevimento della fattura di acquisto del bene o servizio entro 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione (che coincide con il momento della consegna o spedizione, se riguarda beni mobili od il momento del pagamento del corrispettivo, se riguarda prestazioni di servizi), l’acquirente o committente deve, entro il 30° giorno successivo:

  • emettere autofattura in duplice copia contenente le indicazioni prescritte dall’articolo 21 DPR 633/1972;
  • procedere al versamento dell’imposta mediante F24 (codice tributo “9399 – regolarizzazione di operazioni soggette ad Iva in caso di mancata o irregolare fatturazione”): attività ovviamente da non effettuarsi in caso di operazioni non imponibili od esenti;
  • presentare all’ufficio competente l’autofattura, allegando copia del versamento.

La successiva attestazione della regolarizzazione e del pagamento, rilasciata dall’Agenzia delle Entrate su una copia dell’autofattura consegnata, costituirà documento da inserire e registrare in contabilità, anche ai fini IVA, in modo da portare in detrazione l’imposta versata con modello F24.

In caso di successiva, tardiva, ricezione della fattura da parte del fornitore, questa potrà essere annotata in contabilità per la detrazione della relativa imposta (sempre che rispetti i nuovi termini imposti dal D.L. 50/2017).

L’unico modo per rivalersi sul fornitore che colpevolmente ha omesso o tardato l’emissione della fattura sarà, inevitabilmente, per vie legali.

Infine, per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari, le tempistiche sono differenti, come previsto dalla normativa di riferimento, l’art. 46, c. 5, D.L. 331/1993: in caso di mancata ricezione della fattura, entro il 2° mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, il committente/acquirente dovrà emettere un’autofattura, entro il giorno 15 del mese seguente (terzo mese successivo), ma senza procedere al versamento dell’imposta mediante modello F24, in quanto l’imposta viene assolta attraverso la doppia annotazione nei registri IVA vendite e IVA acquisti.

Giulio Benedetti

Giulio Benedetti

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