Entro il prossimo 16 giugno 2017 scade il pagamento della prima (ovvero unica) rata della TASI. Si ricorda, inoltre, che la prima rata della TASI dovrà essere versata prendendo a riferimento le aliquote e detrazioni deliberate nel 2016, invece, per la seconda rata andranno applicate le aliquote e detrazioni del 2016 solo se il Comune ove è ubicato l’immobile di riferimento non ne delibera di nuove in tempo utile per la pubblicazione sul sito del MEF entro il 28 ottobre 2017 (30 ottobre 2017, in quanto il 28 cade di sabato).

Prima rata TASI 2017
Tipologia di tributo
Ambito soggettivo
Modalità di versamento
Scadenza 1a rata 2017
TASI
Possessore/utilizzatore dell’immobile
F24 o bollettino di c/c/p
16 giugno 2017*
  • Qualora il Comune abbia già deliberato le aliquote TASI per il 2017 il contribuente potrà (non vi è obbligo, è una facoltà) far riferimento alle delibere relative al 2016 anche per il pagamento della prima rata 2017.
  • Risulta, comunque, possibile effettuare il versamento per tutto l’anno (1a e 2a rata 2017) in un’unica soluzione entro il 16 giugno 2017, tenendo presente comunque che il Comune potrà intervenire sulle proprie delibere 2017 fino al 28 ottobre 2017.

NB: la 2a rata 2016 (a saldo della prima) va pagata entro il 16 dicembre 2017 (18 dicembre 2017, in quanto il 16 cade di sabato), prendendo a riferimento le aliquote nonché detrazioni approvate dai singoli Comuni per l’anno 2017, a condizione che le delibere di approvazione delle aliquote e detrazioni dei Comuni siano inviate al ministero dell’economia e delle finanze, per il tramite dell’apposito “portale del federalismo fiscale”, entro il 14 ottobre 2017 in modo che il ministero possa provvedere alla loro pubblicazione nel proprio sito internet, di cui al D.Lgs. n. 360/1998, entro il termine del 28 ottobre 2017. Nei casi in cui il Comune non provveda all’invio della propria deliberazione entro il 14 ottobre 2017, la 2a rata a conguaglio della prima andrà versata prendendo a riferimento le aliquote approvate nel 2016.

TASI: cose da ricordare
TASI Esenzione TASI per l’abitazione principale
Si ricorda che vi è l’esenzione TASI per le unità immobiliari adibite dal possessore o dal detentore (come ad esempio gli inquilini) ad abitazione principale e relative pertinenze

NB: infatti, dal 2016 i detentori degli immobili (inquilini) non sono più tenuti al pagamento della TASI, nella misura stabilita dai singoli comuni tra il 10% ed il 30% del prelievo totale, mentre nulla cambia per il possessore dell’immobile che è tenuto comunque al pagamento della TASI nella misura massima del 90% del prelievo complessivamente dovuto.

NB: invece, rimangono soggette alla TASI ed IMU le abitazione principali c.d. “di lusso” che rientrano nelle categorie castali A/1 (dimore signorili), A/8 (ville), A/9 (castelli e palazzi di pregio).

TASI – Fabbricati invenduti delle imprese costruttrici (c.d. beni merce)
Tali immobili, fintanto che permane tale destinazione e a condizione che non risultino locati, sono assoggettati alla TASI con aliquota ridotta dello 0,1%; i Comuni possono modificare tale aliquota:

  • in aumento, sino allo 0,25%;
  • in diminuzione, sino all’azzeramento.
IMU/TASI degli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta Riduzione al 50% della base imponibile IMU/TASI degli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta, a condizione che:

  • il comodatario destini l’immobile ad abitazione principale;
  • il contrato di comodato sia registrato;
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente, nonché dimori abitualmente, nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio spetta anche nei casi in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Particolarità
Abitazione principale e assimilazioni Come anticipato dal 2016, ad opera della Legge di Stabilità 2016, è stata introdotta l’esenzione TASI per le unità immobiliari adibite dal possessore o dal detentore (come ad esempio gli inquilini) ad abitazione principale e relative pertinenze. Invece, rimangono soggette alla TASI ed IMU le abitazione principali c.d. “di lusso” che rientrano nelle categorie castali A/1 (dimore signorili), A/8 (ville), A/9 (castelli e palazzi di pregio).
In particolare, secondo la norma, sono “assimilati” all’abitazione principale:

  • gli alloggi appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali (D.M. 22 aprile 2008);
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’immobile, non locato, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale:
    – in servizio permanente appartenente alle Forze armate, alle Forze di polizia
    – del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco
    – appartenente alla carriera prefettizia
    per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
    Inoltre, i Comuni possono assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata; in caso di più immobili, la predetta assimilazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.
    NB: per i pensionati residenti all’estero titolari di pensione estera o in convenzione internazionale, la Legge di Stabilità per il 2016 ha stabilito l’esenzione totale dalla TASI che invece fino al 31 dicembre 2015 gli stessi soggetti pagavano con uno sconto dei 2/3 della somma dovuta. Tenendo presente che è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza (e cioè titolari di pensione estera o in convenzione internazionale come ha chiarito il MEF con la Risoluzione n. 6/DF del 26 giugno 2015), a titolo di proprietà od usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.

Immobile locato Se l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale (ad es. perché concessa in locazione/comodato), per un periodo superiore a 6 mesi nello stesso anno, si configurano le seguenti obbligazioni tributarie.

Inquilino/ comodatario
È tenuto al versamento del tributo nella misura, stabilita dal Comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell’importo complessivamente dovuto. Se il Comune non fissa detta percentuale, la quota a carico del detentore è pari al 10%.

NB: se il detentore adibisce l’unità immobiliare ad abitazione principale non sarà più tenuto, dal 2016, al pagamento della TASI nella misura stabilita dai singoli comuni tra il 10% ed il 30% del prelievo totale; mentre nulla cambia per il possessore dell’immobile che è tenuto comunque al pagamento della TASI nella misura massima del 90% del prelievo complessivamente dovuto.

Proprietario

È tenuto a corrispondere la “restante parte” del tributo.
La presenza delle suddette “autonome” obbligazioni comporta:

  • l’assenza di solidarietà tra inquilino/comodatario e proprietario. Pertanto, il Comune non potrà pretendere l’adempimento da una parte piuttosto che dall’altra;
  • l’impossibilità per i predetti soggetti di “accordarsi” circa il quantum da corrispondere, poiché la misura del riparto tra di essi è fissata dal Regolamento comunale.
Stefano Setti

Stefano Setti

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