Nel nostro futuro non ci saranno solo droni che ci sorvoleranno dall’altro, ma robot ponti ad aiutarci. Anzi, ci sono già adesso!

È il nuovo robot realizzato niente meno che dalla nostra Piaggio, azienda molto più conosciuta per il storico scooter Vespa che non per i robot da passeggio. Eppure la società toscana ha una branch dedicata a queste nuove tecnologie che si chiama Piaggio Fast Forward, il cui primo progetto è stato svelato proprio in questi giorni: si chiama Gita. Viene definito come un “personal cargo” a due ruote che sembra essere uscito più che dalle mani dei tecnici e progettisti della Vespa, dalla fabbrica dei droidi di Star Wars. Gita è stato progettato per un uso molto specifico: “seguire gli umani”oppure muoversi autonomamente secondo percorsi pre-impostati. Esiste già qualcosa del genere ma certamente non così carino.

Il piccolo Gita è stato pensato per un utilizzo molto particolare perché vuole essere più un assistente, un compagno di viaggio, un fedele accompagnatore in grado di aiutarci nei piccoli trasporti quotidiani: la spesa, le ceste di acqua, lo zaino pesante.
L’aspetto divertente è che segue il suo padrone proprio come un cagnolino che però trotterella dietro di noi silenziosamente e pieno di oggetti pesanti.
Si carica a batteria – ha un’autonomia di circa 8 ore – e può raggiungere la velocità di addirittura 50 km orari. Quasi più di una pedalata in bicicletta!
Il coperchio si apre grazie a un dispositivo di sicurezza touch che riconosce l’impronta digitale del proprietario, liberandoci dalla gestione delle chiavi. Ovviamente tutti i comandi e le impostazioni sono gestite anch’esse via touchscreen.
Certamente l’uso di questo compagno di spostamenti prevede un certo margine di rischio che è quello che preoccupa Sasha Hoffman, la COO del laboratorio Piaggio Fast Forward.
“Gita è dotato di una telecamera, di sensori e pure di un dispositivo di geolocalizzazione”, il che lo rende al riparo dai potenziali furti; inoltre, è anche in grado di dribblare il traffico metropolitano.
Tuttavia, il test “su strada” al momento è previsto solo negli Stati Uniti.
E voi che ne dite? Lo vorreste sui marciapiedi delle nostre città?

Sofia Scatena

Sofia Scatena

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