La conversione in legge del D.L. 30 dicembre 2016, n. 244 (c.d. decreto “Milleproroghe”), per effetto della L. 27 febbraio 2017, n. 19, comporta numerosi differimenti di termini, alcuni dei quali assumono particolare rilievo per i datori di lavoro.

Categorie interessate Oggetto della proroga
Tutti i datori di lavoro Libro unico del lavoro: obbligo di tenuta in modalità telematica
Datori di lavoro con posizione Inail Denuncia degli infortuni: obbligo della comunicazione in via telematica all’Inail dei dati relativi agli infortuni che comportano assenze fino a tre giorni
Aziende da 15 a 35 dipendenti Assunzioni obbligatorie: quota di riserva
Collaboratori parasubordinati Indennità di disoccupazione (DIS-COLL)

LIBRO UNICO DEL LAVORO
L’art. 15 del D.Lgs. n. 151/2015 ha introdotto l’obbligo di tenuta del Libro unico in modalità telematica presso il Ministero del lavoro, secondo le specifiche tecniche ed organizzative per l’interoperabilità, la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati, stabilite da un apposito decreto ministeriale (non ancora emanato). La decorrenza dell’obbligo, che era inizialmente stabilita con il 1° gennaio 2017, è ora prorogata al 1° gennaio 2018.

DENUNCIA INFORTUNI
L’art. 18, c. 1, lett. r), D.Lgs. n. 81/2008, come sostituito dall’art. 13, D.Lgs. n. 106/2009, prevede a carico del datore di lavoro l’obbligo di comunicare all’Inail, in via telematica, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento. La comunicazione dei dati relativi agli infortuni fino a tre giorni è richiesta solo ai fini statistici e informativi.

L’obbligo di comunicazione:

  • per quanto riguarda gli infortuni che comportano un’assenza superiore a tre giorni si considera assolto per mezzo della denuncia di cui all’art. 53, D.P.R. n. 1124/1965;
  • per quanto riguarda gli eventi che comportano un’assenza da uno a tre giorni, doveva entrare in vigore il 12 aprile 2017, 6 mesi dopo l’adozione del D.M. n. 183/2016 che ha stabilito le regole tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, ma è slittato di altri 6 mesi; pertanto decorrerà dal 12 ottobre 2017.

QUOTA DI RISERVA
Per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti (computabili ai fini della normativa sul collocamento obbligatorio) la quota di riserva è pari a un lavoratore. L’obbligo di assumere un lavoratore disabile sorge, secondo la formulazione iniziale dell’art. 3, L. n. 68/1999, solo in presenza di nuove assunzioni: il datore di lavoro è tenuto ad assumere un lavoratore disabile entro 12 mesi dalla data di effettuazione della prima nuova assunzione; qualora, entro il medesimo termine, il datore di lavoro effettui una seconda nuova assunzione, è tenuto ad adempiere contestualmente all’obbligo di assunzione del lavoratore disabile.
L’art. 3, c. 1, D.Lgs. n. 151/2015, aveva abrogato la disposizione che limita l’obbligo al caso di nuove assunzioni a far tempo dal 1° gennaio 2017, decorrenza ora spostata di 12 mesi. Pertanto per l’anno 2017 resta in vigore la norma che esenta dall’obbligo i datori di lavoro che si collocano nella fascia di occupazione indicata, in assenza di nuove assunzioni.

INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE PER I PARASUBORDINATI
Ai collaboratori coordinati e continuativi, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, l’art. 1, c. 310, L. n. 208/2015, riconosce in via sperimentale un’indennità denominata DISC-COLL in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi fino al 31 dicembre 2016. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, ha trovato conferma l’impegno del Ministro del lavoro per la prosecuzione della sperimentazione relativa al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione per gli eventi ricadenti nel periodo 1° gennaio 2017-30 giugno 2017. La prestazione viene riconosciuta in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle risorse assegnate.
L’indennità è corrisposta per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che intercorre tra il 1° gennaio dell’anno precedente l’evento, fino al predetto evento di cessazione e viene calcolata secondo i criteri in vigore per la NASpI (l’importo massimo è di 1.300 euro mensili) e la sua durata non può superare i 6 mesi di fruizione.

Pietro Zarattini

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